Malattie Infettive - Segui le orme
Le Principali Malattie Infettive
I pappagalli possono essere colpiti da numerose malattie causate da batteri, virus, miceti e parassiti. Alcune di queste sono comuni anche ad altri uccelli; altre tipiche dei pappagalli. Varie malattie sono state introdotte nel nostro paese con i pappagalli di importazione, mentre in altri casi si tratta di agenti infettivi gia da tempo presenti in europa.
Di seguito vengono elencate le principali.
PSITTACOSI:
di sicuro la malattia piu temuta dai pappagalli è la psittacosi. Nei pappagalli la psittacosi puo dare una sintomatologia molto varia che puo consistere in diarrea, congiuntivite, difficoltà respiratorie, sintomi nervosi, anoressia e vomito. In molti casi tuttavia, l'infezione è silente e il pappagallo puo esere considerato (portatore sano) della malattia. La diagnosi si basa sulla ricerca dell agente causale nelle feci o essudati dei volatili malati, attraverso test specifici di laboratorio, o sulla titolazione degli anticorpi presenti nel sangue. La terapia è basata sulla somministrazione di tetlacicline, nel cibo o nell acqua da bere, per un periodo di tempo compreso tra i 30 e i 45 giorni.
MEGABATTERIOSII:
la megabatteriosi colpisce frequentamente ondulati, inseparabili, calopsite e parrocchetti dal collare, ma è decisamente piu rara in altri specie. Il microrganismo responsabile, detto megabacterium per le grandi dimensioni, si localizza nella porzione ghiandolare dello stomaco (proventricolo) inducendovi gravi arterazioni della mucosa e della funzionalita gastrica. I pappagalli malati mantengono l'appetito (che anzi spesso aumenta) ma progressivamente dimagriscono fino a giungere a morte. Nelle feci è spesso possibile osseravare la presenza di cibo (in particolare semi) non digerito. Uno striscio fecale, opportunamente colorato, permette di diagnosticare la presenza dei mega batteri nei soggetti malati in modo da intrapendere la terapia che si basa sulla somministrazione di amfotericina B per via orale per non meno di 10 giorni.
MALATTIA DEL BECCO E DELLE PENNE DEI PSITTACIDI:
la malattia del becco e delle penne è causata da un virusdi ridottissime dimensioni che determina negli psittacidiinfettati gravi alterazioni del piumaggio (penne con strozzature, emorragie, penne che non emergono dal follicolo) che danno al pappagallo un aspetto deplumato. Becco e unghie possono presentare crescita abnorme ed esere particolamente fragili. La pbfd, inoltre, determina depressione del sistema immunitario dei pappagalli, rendendoli particolarmente sensibili a infezioni anche banali. La malattia, generalmente a evoluzione cronica, è molto comune nei cacatua, pappagalli nei quali è stata evidenziata da piu tempo, ma puo potenzialmente colpire qualsiasi specie. Nei piccoli di cenerino è stata evidenziata una forma acuta, particolarmente violenta, che determina grave epatite e morte del soggetto. Non esistono cure per questa malattia. La diagnosi sospettabile abbastanza facilmente osservando le tipiche lesioni del piumaggio, viene comfermata con testbasati su sonde molecolari (PCR) da campioni di sangue. Pappagalli positivi al test e che non mostrano segni della malattia possono sviluppare un immunità, non ammalarsi e negativizzarsi ai test successivi (è consigliabile effettuarli a 90 e 120 giorni).
MICOSI:
non di radi i pappagalli risultano vittime di micosi, infezioni sostenute da diversi funghi. Si tratta di agenti infettivi opportunisti che infettano, cioè, soggetti gia debilitati da altre cause, malnutriti, sottoposti a stress continuati o a prolungati trattamenti antibiotici. La piu temuta tra le micosi è l aspergillosi, malattia caratterizzata dalla predominanza di sintomi respiratori e dal progressivo deperimento del pappagallo malato. La diagnosi di questa malattia, molto comune nei cenerini, amazzoni e pionus di cattura, non è sempre semplice e si basa sull impiego di vari test associati (esami del sangue, esame endoscopicoe radiologico, coltura). La terapia prevede l impiego di farmaci antimicotici (fluconazoloketoconazolo ecc..) somministrati per via parenterale o aerosol e il trattamento antibiotico delle frequenti infezioni batteriche concomitanti.
VERMINOSI E PARASSITOSI:
le infestazioni da tenie, ha scaridi e capillarie sono le piu comuni verminosi degli psittacidi. Gli uccelli affetti presentano un progressivo dimagrimento, mantenendo generalmente l'appetito. Possono coesistere altri sintomi quali vomito, diarrea, giungendo anche alla morte, spesso per ostruzione intestinale dovuta al groviglio di vermi. La diagnosi è effettuata con l'esame parassitologico delle feci attraverso il quale è possibile individuare le uova dei vermi. Dopo aver determinato il tipo di parassita presente sarà il veterinario a stabilire quale farmaco antielmintico sia più opportuno somministrare. Rispetto a quanto osservabile in altri volatili le parassitosi esterne da acari non sono cosi comuni negli Psittacidi, ma pur sempre possibile, specie se il pappagallo entra in contatto con uccelli selvatici. A seconda del caso è possibile trattare queste infestazioni con spray insetticidi o applicazioni locali di ivermectina.
POLIOMAVIROSI:
anche la poliomavirosi è una malattia virale, particolarmente temuta dagli allevatori. Colpisce sopratutto i giovani pappagalli allevati a mano prima del termine del periodo di svezzamento. I sintomi tipici sono rappresentati da mancato svuotamento del gozzo, battimento, diarrea, anoressia ed emorragie sotto cutanee. La morte sovragiunge nel giro di 2-3 giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Il poliyomavirus può essere trasmesso attraverso le feci le segrezioni nasali e la forfora delle penne, materiali che possono contaminare cibo e acqua o essere inalati. La malattia può essre trasmessa anche dai genitori che risultano spesso portatori sani del virus. Negli ondulati la malattia si presenta in modo differente in quanto può determinare, oltre i sintomi descritti per gli altri Psittacidi, alterazioni del piumaggio del tutto simili a quelle descritte per la PDFD. Le due malattie sono alla base della patologia conosciuta in passato con il nome di "muta francese". Per questa malattia non esiste una terapia efficace, mentre è stato prodotto un vaccino (pultroppo attualmente di difficile reperibilita). La diagnosi puo essere eseguita con il test della PCR su campioni di sangue o frammenti di organi. I soggetti asintomatici, risultati positivi al test, andrebbero tenuti in isolamento ed esclusi dalla riproduzione fino a che non risultino negativi a successivi test eseguiti dopo 90-120 giorni.
SINDROME DA DILATAZIONE DEL PROVENTRICOLO:
un altra malattia per la quale sembra ormai accettata l'origine virale è la sindrome da dilatazione del proventricolo. Si tratta di una malattia insidiosa a evoluzione cronica, descritta dapprima nelle ara e successivamente in altre specie, caratterizzata dalla progressiva paralisi della mobilita del proventricolo per lesioni a livello delle strutture nervose indotte con ogni probabilita dal virus. Lo stomaco, non piu in grado di eseguire movimenti funzionali, tende a dilatarsi per l accumulo di cibo. I pappagalli affetti da questa patologia presentano spesso riguggido,distenzione del addome, dimagramento e presenza di alimenti non digeriti nelle feci. Il sospetto di diagnosi, dato dai sintomi e dalle evidenziazione dell aumentato volume del proventricolo all'esame radiologico, viene confermato dall esame istologico di frammenti del gozzo o del proventricolo, ottenuti con biopsia. Anche per questa malattia non esiste cura. Se bene la somministrazione di cibo liquido e facilmente digeribile e il trattamento di eventuali infezioni secondarie possono mantenere in vita i soggetti malati per un tempo più o meno lungo.
